Prima il contenuto
Una selezione nasce dagli assaggi, non dal nome. Quando le referenze sono ferme, ci si accorge che la confezione racconta già qualcosa: un territorio, un momento della giornata, un tipo di tavola.
Il nome deve fare una cosa sola: farsi ricordare da chi lo legge sul biglietto.
Poi la parola
Il nome arriva per ultimo. Per questo scriviamo i nomi a mano, con una grafia sola in tutto il catalogo: è l'unica libertà che ci prendiamo.

Cosa scartiamo
Tutto quello che promette più di quello che c'è dentro. Se in confezione ci sono tre referenze e un lievitato, non si chiamerà Gran Riserva.


