Questioni pratiche

Quanto si spende per un regalo a un cliente

Non esiste una cifra giusta: esiste un registro giusto. Come si calibra un regalo sul rapporto invece che sul listino.

La redazione REGAL · 4 agosto 2026 · 7 min

La domanda sbagliata

"Quanto devo spendere?" è la prima domanda che ci fanno e quasi sempre è la domanda sbagliata. Quella giusta è: che rapporto ho con questa persona, e cosa voglio che capisca aprendo la confezione?

Il regalo non si misura in cifre, si misura in attenzione.

Quattro registri, non quattro prezzi

Nel nostro lavoro parliamo di registri.

  • Essenziale: un pensiero preciso, poche referenze scelte bene
  • Completa: una confezione che regge una tavola
  • Importante: si sente che qualcuno ha deciso
  • Di rappresentanza: si consegna a mano, e si ricorda

È molto più utile scegliere il registro e poi tarare, che partire da una cifra e riempirla.

Un errore ricorrente

Appiattire tutto su un unico livello. Duecento confezioni identiche per clienti storici, fornitori occasionali e vertici sono duecento occasioni sprecate a metà. Due o tre livelli, ben distinti, costano meno di una media alzata per tutti.

E il budget?

Il budget serve, ma serve a noi, dopo. Se ne avete uno in mente scrivetecelo nella richiesta: resta fra noi e serve solo a tararci.

In breve

Quanto si spende per un regalo a un cliente?
Invece di partire da una cifra, si scegle il registro adatto al rapporto: essenziale, completa, importante o di rappresentanza. Il budget si comunica dopo, e serve solo a tarare la proposta.
Conviene fare un unico regalo uguale per tutti?
No. Due o tre livelli distinti, assegnati per fascia di destinatario, funzionano meglio di un'unica confezione media per tutti.

Proviamo a comporla insieme, partendo da qui.

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